Nella splendida cornice di Napoli, Mare fuori è diventato un fenomeno culturale. I protagonisti ci svelano il motivo. A meno che abbiate vissuto sotto un sasso negli ultimi anni, avrete scuramente sentito parlare della serie televisiva italiana Mare Fuori. La serie è ambientata a Napoli e narra le storie, i drammi e le speranze dei detenuti del carcere minorile e del personale che ci lavora. [caption id="attachment_36" align="aligncenter" width="1200"] Screenshot della sigla tratto dalla prima puntata - Fonte Instagram @raiufficiale (serietv.justnews.it)[/caption] Forse pochi sanno che la location dove viene girata la serie non è un vero istituto penale per minorenni. Si tratta di una base della Marina Militare liberamente ispirata al carcere di Nisida, la piccola isola dell'arcipelago flegreo dove si trova in realtà il carcere per minori. Il successo di questa serie televisiva è stato straordinario sia per quanto riguarda la messa in onda in televisione sia per quanto riguarda il seguito degli episodi in streaming sul sito della Rai. Ma a cosa si deve così tanto successo? "Mare fuori" tra città, senso di appartenenza, bellezza e voglia di verità La prima stagione di Mare fuori gira intorno alle vicende di Carmine di Salvo, interpretato da Massimiliano Caiazzo e Filippo Ferrari, interpretato da Nicolas Maupas. Entrambi adolescenti, provengono da ambienti diversi ma si ritrovano entrambi nello stesso posto: l'IPM di Napoli. Questa è la premessa della prima puntata. La serie poi vedrà l'arrivo di altri protagonisti e altre vicende. [caption id="attachment_37" align="aligncenter" width="740"] La splendida cornice partenopea è uno dei motivi del successo della serie (serietv.justnews.it)[/caption] Gli stessi attori in un'intervista a Movieplayer.it hanno sottolineato quali sono i motivi del successo di questa storia secondo loro. Una delle motivazioni principali che è emersa dall'intervista è senza dubbio la possibilità di raccontare una realtà difficile. Seppure in maniera romanzata, le vicende dei protagonisti trattano dei temi molto delicati. Dalle famiglie problematiche, alla droga e alla violenza. L'impossibilità di una giovinezza serena. Si racconta una parte di Napoli che esiste e coesiste con la sua bellezza. Dunque è la voglia di verità e di realtà che spinge molti, soprattutto i giovani, a guardare con interesse serie come queste. D'altra parte c'è la bellezza, la stessa Napoli che diventa un polo di attrazione. Molte scene e molte inquadrature si perdono sulle vedute napoletane, raccontando immagini uniche al mondo. Il fascino di Napoli non è un elemento nuovo. Da millenni esercita attrazione su poeti, scrittori, artisti e pensatori. Basti pensare a Johann Wolfgang von Goethe che ha elogiato Napoli diverse volte. Oppure, Giuseppe Verdi e Richard Wagner che hanno trovato nella città un'ispirazione senza pari. Ancora Caravaggio, che visse a Napoli durante il suo esilio da Roma, trovandovi rifugio come un figlio perduto accolto dalla mamma. Infine, Friedrich Nietzsche al quale si attribuisce l'invocazione "vedi Napoli e poi muori". Anche la musica e le colonne sonore fanno da padrone nella serie. Nei momenti di tensione e di pathos, ci sono delle musiche che coinvolgono emotivamente lo spettatore. La canzone cantata da Don Salvatore, interpretato dal cantautore e attore Raiz, intitolata "Rosa", tocca delle corde emotive in maniera potente e delicata. Un ultimo aspetto che si può analizzare riguarda la speranza. Lo stesso nome della serie "Mare fuori" è un invito a cercare anche nei momenti più bui, un futuro aldilà delle difficoltà. Il nostro mare fuori, che è sempre lì ad aspettarci. Insomma, è un misto di elementi che fa di questa serie un vero proprio cult.